Servizio civile

Da più di trent’anni la nostra associazione promuove progetti per coinvolgere il prossimo in esperienze di servizio alle persone con disabilità perché, fin dalla nostra fondazione, sappiamo che il futuro è il tempo delle persone a patto che sappiano far proprie le sfide della cittadinanza attiva. Per questo, la nostra associazione accoglie annualmente 4-5 giovani italiani e comunitari provenienti sia dal Servizio Civile Universale che dal Corpo Europeo di Solidarietà affinché i ragazzi e le ragazze possano fare l’esperienza di mettersi al servizio del prossimo.

Servizio Civile Universale

Piccola Fraternità di Porto Legnago ONLUS promuove, attraverso una collaborazione con il CSV di Verona, progetti nel settore dell’assistenza e mediamente coinvolge ogni anno 2-3 operatori volontari in servizio civile con età compresa tra i 18 e i 28 anni.

Corpo Europeo di Solidarietà

Il programma del Corpo Europeo di Solidarietà, o European Solidarity Corps (ESC) in inglese, è l’iniziativa della Commissione Europea che è andata a sostituire il Servizio di Volontariato Europeo, più comunemente detto SVE. Dal lontano 1996, questi programmi hanno permesso a centinaia di migliaia di giovani di poter vivere un’esperienza in un altro Paese, di potersi formare attraverso attività di alto profilo, di poter avere un impatto sul territorio e di potersi sentire finalmente cittadini dell’UE.

Bandi e graduatorie servizio civile

Annualmente il ministero delle politiche giovanili pubblica un bando a cui i/le giovani comunitari/e con età compresa tra i 18 e i 28 anni possono partecipare.

A seguito della domanda di partecipazione l’ente titolare di un progetto di servizio civile, dopo un’attenta valutazione dei titoli, convoca le persone candidate per un colloquio individuale al seguito del quale redige una graduatoria con i punteggi che potranno risultare: idonei e selezionati; idonei non selezionati; o non idonei.

Le persone idonee e selezionate saranno coloro che parteciperanno al progetto.

Le idonee non selezionate non potranno partecipare al progetto ma potranno subentrare se qualcuno di loro dovesse rinunciare. La rinuncia dovrà avvenire però entro e non oltre 90 giorni dall’inizio del servizio.

Le non idonee sono, infine, coloro che per differenti motivi saranno ritenuti non idonei a partecipare al progetto dell’ente.

In questo spazio sono raccolte le testimonianze dei volontari di Servizio Civile che hanno scelto di dedicare un anno della loro vita alla Piccola Fraternità.

Anna

Il Servizio Civile è un’esperienza che, a prescindere dal fatto che si voglia o meno lavorare nel sociale, ti arricchisce e ti fa crescere. Io fra le altre cose, ho imparato a mettermi un po’ più in gioco e a fare dei miei limiti la mia forza.

L’idea di fare il Servizio Civile è nata già dai primi anni di università, ma fra lezioni, esami e tirocini sapevo che in quel periodo non mi sarei data la possibilità di vivere appieno questa esperienza. Io sono convinta che ci sia il tempo giusto per ogni cosa, un tempo diverso per ognuno di noi. Così, dopo la laurea in Psicologia, ho voluto dedicare un anno a servizio degli altri in un ambito che mi ha da sempre interessato: la disabilità.

All’inizio, come in ogni nuovo ambiente, si viene bombardati da un sacco di informazioni e questo un po’ disorienta perché non si sa bene come e cosa fare e le persone che si incontrano sono tantissime. Poi però, senza neanche accorgersene, si entra a far parte di una famiglia… Una famiglia fatta di persone speciali con cui ho riso, giocato e condiviso momenti belli e momenti un po’ più difficili.

Edoardo

Mentirei se dicessi che in questi mesi non sono riuscito ad ottenere niente. Prima su tutti, ho riacquistato una fiducia e un controllo sulle mie capacità che non credevo esistessero dentro di me, poi, grazie alle persone che hanno creduto nelle mie doti, ho imparato nuove tecniche e modi per esprimere la mia creatività. A livello umano e di legami, paragono quello che ho trovato, al tesoro più grande che una persona potesse trovare. Ho trovato tanti nuovi amici con cui condividere i belli e i brutti momenti e non tutto sarebbe andato per il verso giusto senza di loro. Infine, a livello professionale, ho capito me stesso e ho trovato la mia strada, infatti, finita l’esperienza a settembre ho deciso che andrò al corso per acquisire l’abilitazione a diventare Operatore socio sanitario.

Irene

La mia esperienza di servizio civile nazionale è iniziata come volontariato poi successivamente ho deciso di candidarmi al bando come sfida personale e aiutarmi a sconfiggere un po’ di timidezza. All’inizio è stato un po’ difficile ma poi grazie ai corsi, all’ aiuto degli operatori e dei volontari ho potuto conoscere meglio l’ ambiente e i ragazzi. Col tempo sono nati legami e amicizie sia lavorative che non e inoltre questa esperienza mi ha dato la possibilità di rendermi utile con il mondo della disabilità che non conoscevo.